Coro Polifonica Friulana Jacopo Tomadini
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AD MATUTINUM IN FESTO

PATRIS SERAPHICI FRANCISCI

 

a cura di Marco Rossi (1960-2018)

POLIFONICA FRIULANA JACOPO TOMADINI A. P. S. - Piazzale Santuario, 3 - 33078 San Vito al Tagliamento (Pn) - Friuli Venezia Giulia - Italia

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Foto Ad Matutinum in festo Patris Seraphici Francisci

[…La ricostruzione del cerimoniale e dell'organizzazione "musicale" di una preghiera di questo tipo nella sua forma antica è cosa piuttosto complessa […] Il lavoro di ricerca condotto su alcune rare edizioni musicali, con il doveroso controllo sulle fonti originali, e con la dotta consulenza di don Luciano Migliavacca (Maestro di Cappella del Duomo di Milano) attento e profondo conoscitore del mondo francescano, del dott. Fausto Ruggeri (responsabile della Biblioteca del Capitolo Metropolitano di Milano), del dott. Gian Nicola Vessia (musicologo), ha permesso di ricostruire la struttura del Mattutino.

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Il Mattutino e la Liturgia delle Ore

II mattutino" è la preghiera corale che apre la giornata del cristiano secondo la struttura della Liturgia delle Ore, l'Ufficio divino o Liturgia delle Ore è la preghiera pubblica comune del popolo di Dio, il modo in cui i cristiani santificavano i momenti della giornata attraverso la lettura dei salmi e la meditazione sulla S. Scrittura ( 1 ). 

Ippolito da Roma è forse il primo a concretizzare, con sintesi e chiarezza, la collocazione delle preghiere durante la giornata: "Alla terza ora, se sei in casa, prega e loda Dio ... ugualmente prega alla sesta ora ... alla nona ... prega anche prima di andare a letto" (2).

Con il passare del tempo la preghiera fu maggiormente legata ai momenti in cui la vita giornaliera inizia e si compie, all'alba ed al tramonto ("Ad Matutinum", "Ad Vesperas" e "Ad Completorium").

 

"L'Ufficio divino, praticato dapprima dai monaci, fu poi introdotto tra i canonici delle cattedrali e finalmente imposto a tutta la chiesa da S.Pio V nel 1568; quello che era un ordinamento farraginoso e libero veniva definitivamente regolato in una struttura precisa e sintetica (da cui "Breviario") rimasta sostanzialmente immutata fino alla recente riforma del 1970." (3).

 

Il Breviarium Romanum di Pio V (1658) articola la preghiera giornaliera in diversi momenti:

     - ad Matutinum

     - ad Laudes

     - ad Primam, Tertiam, Sextam, Nonam

     - ad Vesperas

     - ad Completorium

 

Ogni Ora di conseguenza è strutturata in maniera diversa in relazione all'importanza del momento stesso. Il Mattutino, nella sua articolazione cinquecentesca, rispetta il seguente schema:

. Domine labia mea ...

. Deus in adiutorium ... Gloria ...

. Alleluia

. Invitatorio

. Salmo

. Inno

. I° Notturno: 3 salmi con antifona - 3 letture con 3 responsori propri

. II° Notturno idem

. III° Notturno idem

  al posto dell'ultimo responsorio si canta il Te Deum

. Orazione

 

Alcune parti di queste preghiere sono elementi strutturali delle Ore canoniche, si tratta dell'Invitatorio, delle Antifone, dei Salmi, dell'Inno e dei Responsori.

L'Invitatorio è il canto che apre l'Ufficio e, come propone il nome stesso, "invita" alla esultazione ed alla proclamazione delle Lodi al Signore, all'intonazione di una "antifona-ritornello" segue il canto del Salmo 94 (Venite exultemus Domino). Lo sviluppo compositivo nel corso dei secoli porta alla intonazione di un antifona che può essere presa direttamente dal salmo per alternarsi al canto dei versetti.

L'Antifona "è una breve frase che incornicia il salmo e ne riassume il significato; nella odierna pratica viene eseguita solo ad apertura e chiusura del salmo", mentre in origine veniva proposta subito dopo i versetti del salmo stesso, musicalmente è caratterizzata da concisione ed essenzialità sillabica. I Salmi sono i componimenti biblici raccolti nel "salterio", nella

loro evoluzione derivano da generi letterari diversi. Non molto si conosce in merito al "modo di cantare" i salmi dei cristiani dei primi secoli, se il tonus peregrinus sembra derivare da una ascendenza ebraica per l'uso nelle sinagoghe, il modo più comune adottato fa riferimento ai dodici toni, 8 dei quali restano fondamentali per le intonazioni salmodiche.

L'Inno è il "Cantus cum laude Dei" secondo la definizione di S.Agostino, di contenuto prettamente didattico, appartiene al genere popolare, introdotto da S.Efrem Siro (306-373 d.C.) per contrastare il canto degli eretici,  giunge alla sua strutturazione definitiva con S.Ambrogio (340-397 d.C.).

Il Responsorio è il canto che segue la lettura, momento di meditazione, dapprima letto, o probabilmente intonato, viene poi cantato, specie nell'ambito dei "notturni". Ogni responsorio si articola in tre momenti:

- Responsorio: parte fondamentale con il testo vero e proprio, poteva essere eseguito in due maniere, con ripetizione dall'inizio (a capite, come si usava a Roma) o dalla seconda parte (repetenda, ripreso a latera come si usava in Gallia). È rimasto più comunemente in uso il secondo modulo;

- Versetto: unico (salvo casi particolari come nel Libera me Domine);

- Gloria Patri: viene comunemente eseguito solo dopo l'ultimo responsorio di ogni notturno, secondo una prassi ripresa dai Benedettini (dopo il XII° secolo);

La ricostruzione​

La ricostruzione del cerimoniale e dell'organizzazione "musicale" di una preghiera di questo tipo nella sua forma antica è cosa piuttosto complessa poiché la ricerca dello studioso deve essere articolata in diverse fasi. Nel nostro caso specifico (11) si è deciso di avviare il progetto prendendo in considerazione il ricco repertorio musicale di matrice francescana nel pieno sviluppo della polifonia cinque-seicentesca, periodo aureo per la coralità sacra contraddistinto da figure di spicco del mondo musicale. Costanzo Porta, Tommaso Graziani, Bernardino Bottazzi, Antonio Mortaro, Giovanni Battista Fascio sono solo alcuni dei frati attivi nei diversi conventi in qualità di maestri di cappella o di organisti che hanno lasciato una cospicua traccia compositiva.

Naturalmente la lettura attuale di questa preghiera tiene conto di alcune variabili fondamentali:

A) La sequenza originaria del Mattutino in relazione alla Festività prescelta;

B) Le possibili sostituzioni tra brani vocali e strumentali;

C) La scelta degli autori per le musiche vocali e strumentali;

D) La tipologia del pubblico attuale rispetto alla proposta di repertorio, alle sue origini (la preghiera);

E)La durata complessiva della proposta musicale;

Nel nostro caso specifico il Mattutino ricostruito è quello della Solennità di San Francesco d'Assisi (ricorrenza del 4 ottobre), in quanto esiste un importante raccolta di "Responsori" dedicati a questa specifica ricorrenza:

Tomaso Graziami

RESPONSORIA IN SOLEMNITATE PATRIS SERAPHICI FRANCISCI

Quatuor Vocibus Concinenda, Una cum Basso ad Organum, prò libito

Adiuncta Antiphona Salve S.Pater Concertata

Venezia, 1627

Dopo aver risolto il problema di base del "Mattutino", dal gruppo dei Responsori, con l'ausilio di alcuni Breviarì antichi e di altri testi liturgici basilari per il repertorio del canto sacro monodico, si è attuato il procedimento di ricostruzione della "preghiera" del mattino, nella esatta sequenza

di antifone, salmi, letture e responsori, attuando opportune sostituzioni ed inserimenti in relazione all'esistenza, o meno, di repertorio adeguato rispetto ai parametri di partenza.

Nella proposta di "programma" è stata evidenziata una certa alternanza vocale e strumentale, oltre all'inserimento di parti monodiche in gregoriano al fine di ricalcare una tipica prassi seicentesca comunemente in uso ed attuata con frequenza nel Vespro, un altro momento della "Liturgia delle Ore".

A questo proposito si può notare come numerose raccolte di composizioni sei-settecentesche contengano la tipica sequenza di Salmi finalizzati alla "costruzione" di un Vespro ben preciso: è il caso di Claudio Monteverdi ( Vespro della Beata Maria Vergine e di San Giovanni Battista), di Giovanni Giacomo Arrigoni (del quale è stato ricostruito il Vespro per la Festa di Ognissanti) di Lazaro Valvasensi (la cui raccolta di "Salmi Concertati" è stata recentemente utilizzata per una ennesima ricostruzione), di Francesco Cavalli, Adriano Wiliaert, Adriano Banchieri e di altri ancora. Per estensione e praticità esemplificativa si è adottato un procedimento analogo nella ricostruzione del "Mattutino" francescano.

In questo settore non si deve dimenticare che con il secolo XVII si comincia a perdere il senso della spiritualità e del "ministero" nella musica: questa comincia ad esaltare solamente se stessa, verso una sempre maggiore preminenza del solista. Trovandoci in un ambito prettamente "veneziano", in parte dovuto alla collocazione geografica, ed in parte giustificato dalla grande influenza diretta della cultura veneziana nell'adiacente retroterra, è doveroso tenere ben presente la realtà musicale della Dominante: "Riferisce il Sanso vino che il Vespro della Vigilia di Natale in San Marco a Venezia costituiva un avvenimento unico e raro: lo si canta tal sera a otto. dieci, dodici, e sedici cori. con stupore et meraviglia di ciascuno, et specialmente de' forestieri, i quali confessano non udirsi musica più rara, ne più singolar di questa in molte parti del mondo. Autentico "teatro musicale" che coinvolge emotivamente i presenti e li estasia, distogliendoli dal centro vero e più importante che è l'altare o il pergamo del predicatore".

La comparsa del "Coerimoniale Episcoporum" ci aiuta nella chiarificazione di tutti i Principi generali riguardanti le funzioni, le funzioni particolari (Messa e Vespro) e così via, in particolare nel "Libro I" si legge: In Matutinus. quae solemniter celebrantur in festis majoribus. possunt pulsari organa, prout et in Vesperis a principio ipsorum, le varie citazioni "autorizzano" così l'uso dell'organo in particolari momenti delle celebrazioni, specie in alternanza al coro nell'esecuzione di ben precisi canti al al Mattutino, al Vespro ed alla Messa.

La proposta di ricostruzione vuole così essere il risultato di uno scrupoloso lavoro scientifico svolto tra testo sacro ed indagine musicologica e storica, oltre che essere la presentazione di un programma musicale suggestivo e di grande varietà per il repertorio eseguito.

Questa la struttura definitiva nella ricostruzione:

STRUTTURA ORIGINARIA

 

INVITATORIO “REGI, QUAE FECIT OPERA” 

PSALMUS 94 “VENITE EXULTEMUS”

HYMNUS “IN CAELESTI COLLEGIO”

 

VERSUS / RESPONSORIUS: DOMINE LABIA MEA

 

VERSUS / RESPONSPRIUS: DEUS IN ADIUTORIUM

 

 

PRIMO NOCTURNO

 

ANT. I - PS. I

ANT. II - PS. II

ANT. III - PS III

VERSUS

RESPONSORIUS

LECTIO I (DE EPISTOLA BEATI PAULI AP. AD GALATAS)

RESPONSORIUS I

LECTIO II (DE EPISTOLA BEATI PAULI AP. AD GALATAS)

RESPONSORIUS II

LECTIO III (DE EPISTOLA BEATI PAULI AP. AD GALATAS)

RESPONSORIUS III

 

 

 

CANTUS MEDITATIONIS

 

SECUNDO NOCTURNO

 

ANT. I - PS. I

ANT. II - PS. II

ANT. III - PS III

VERSUS

RESPONSORIUS

LECTIO IV

EX COMMENTARIIS S.BONAVENTURAE EPISCOPI

LEGENDA MAJOR S.FRANCISCI

RESPONSORIUS IV

LECTIO V

EX COMMENTARIIS S.BONAVENTURAE EPISCOPI

LEGENDA MAJOR S.FRANCISCI

RESPONSORIUS V

LECTIO VI

EX COMMENTARIIS S.BONAVENTURAE EPISCOPI

LEGENDA MAJOR S.FRANCISCI

RESPONSORIUS VI

 

 

 

 

CANTUS MEDITATIONIS

 

TERTIO NOCTURNO

 

ANT. I - PS. I

ANT. II - PS. II

ANT. III - PS III

VERSUS

RESPONSORIUS

LECTIO VII

LECTIO S.EVANGELII SECUNDUM MATTHAEUM

HOMILIA SANCTI BERNARDINI SENENSIS

RESPONSORIUS VII

LECTIO VIII

HOMILIA SANCTI BERNARDINI SENENSIS

RESPONSORIUS VIII

LECTIO IX

HOMILIA SANCTI BERNARDINI SENENSIS

TE DEUM (IN LOCO RESPONSORIUS IX)

 

 

 

 

 

 

CANTUS MEDITATIONIS

RICOSTRUZIONE

 

MOTETTO INTAVOLATO PER ORGANO

F. BIANCIARDI: EXULTATE DEO

 

 

VERSUS / RESPONSORIUS: DOMINE LABIA MEA

(gregoriano)

VERSUS / RESPONSORIUS: DEUS IN ADIUTORIUM

(gregoriano)

 

PRIMO NOCTURNO

 

VERSETTO PER ORGANO

IN LOCO ANTIPHONAE ET PSALMI

G.B. FASOLO: PROLES DEL COELO (VERS. I-II)

AMAVIT EUM (gregoriano)

STOLAM GLORIAE (gregoriano)

SI SPIRITU VIVIMUS...

T.GRAZIANI: FRANCISCUS UT IN PUBLICUM

NOLITE ERRARE: DEUS NON IRRIDETUR...

T.GRAZIANI: IN DEI FERVENS OPERE

MIHI AUTEM ABSIT GLORIARI...

T.GRAZIANI: DUM PATER HUNC PERSEQUITUR

 

VERSETTO PER ORGANO: G.B. FASOLO: DUM PORTAM

 

C. PORTA: PLAUDAT FRATER

 

SECUNDO NOCTURNO

 

VERSETTO PER ORGANO

IN LOCO ANTIPHONAE ET PSALMI

G.B. FASOLO: DECUS MORUM DUX MINORUM (VERS. I-II)

OS JUSTI MEDITABITUR (gregoriano)

ET LINGUA EJUS LOQUETUR (gregoriano)

 

APPARUIT GRATIA...

 

T.GRAZIANI: DUM SEMINUDO CORPORE

 

PRIMUM SUPERNAE GRATIA...

 

T.GRAZIANI: AMICUM QUAERIT PRISTINUM

 

HUNC DEI NUNTIUM...

 

T.GRAZIANI: AUDIT IN EVANGELIO

 

VERSETTO PER ORGANO

G.B.FASOLO: DECUS MORUM DUX MINORUM (VERS. III)

 

F.BIANCIARDI: VENIENS A LIBANO

 

TERTIO NOCTURNO

 

VERSETTO PER ORGANO

IN LOCO ANTIPHONAE ET PSALMI

G.B.FASOLO: DECUS MORUM DUX MINORUM (VERS. IV)

LEX DEI (gregoriano)

ET NON SUPPLANTABUNTUR (gregoriano)

IN ILLO TEMPORE...

DOMINUS DEDIT BEATO FRANCISCO

 

T.GRAZIANI: CARNIS SPICAM

EST AUTEM TRIPLEX...

 

T.GRAZIANI: DE PAUPERTATIS HORREO

 

TRIA SIQUIDEM SUNT IN PARVULO

T.GRAZIANI: MIHI ABSIT GLORIARI

(RESP.VIII IN FESTO SANCTORUM STIGMATUM)

 

VERSETTO PER ORGANO:

G.B.FASOLO: MINA GREGEM DUX AD REGEM

MODULUS CHORISTICUS PER ORGANO

 

MOTETTO IN LOCO CANTUS MEDITATIONIS

T.GRAZIANI: SALVE SANCTE PATER

Il Repertorio: scelta delle musiche e dei testi​

La scelta esecutiva, come si può vedere dallo schema, si discosta così leggermente dalla articolazione originaria e completa, alcune parti sono state opportunamente sostituite con brani strumentali, in particolare, dopo le formule di apertura di rito {Domine a labia mea ... Deus in adiutorium ...) è stata variata la parte iniziale: Invitatorio, Salmo 94 e Inno (21), sostituendola con un brano organistico, un motetto "intavolato" di Francesco Bianciardi (22). Il brano si adegua particolarmente alla apertura della "cerimonia" con l'alternanza metrica delle sue sezioni, dall'apertura che imita le entrate polifoniche del motetto originario (Exultate Deo adiutori nostro), alla sviluppo centrale che imita le tipiche ribattute di ottoni e timpani (Jubilate Deo Jacob ...) fino all'Alleuia che si chiude con una particolare "tirata" fiorita in maniera cadenzante (23).

Per il resto si tratta di opere organistiche tratte dalla raccolta del frate Giovanni Battista Fasolo, Annuale, Venezia 1645 (24). In questa raccolta l'autore presenta la sua prassi quotidiana di organista liturgico, da questa ricca silloge è stata tratta la serie di versetti In testo Sancti Patris mei Francisci:

Proles de coelo prodiit. Hymnus quinti toni accidentalis. traslatus ad quartam inferior, ut modulatur Chorus;

Decus morum. Hymnus octavi toni accidentalis. (In Secundis Vepseris et ad Processionem)

I piccoli brani dal carattere fugato sono stati quindi distribuiti nella ricostruzione del "Mattutino" per alternarsi alle proposte vocali (25), "l'Annuale infatti è un libro di musica essenzialmente d'uso" (26).

Dopo la sezione introduttiva è stata mantenuta la sequenza originaria del Mattutino, i 3 "Notturni" si aprono quindi con un versetto organistico (G.B.Fasolo) che sostituisce i 3 Salmi e le relative antifone, troviamo poi le tre letture intonate "recta voce", i testi delle "lectiones" (27), sono tratti dal proprio del Breviario Romano (28) di seguito vengono proposti i responsori polifonici di Tomaso Graziani (29), ogni "Notturno" viene aperto e chiuso dal "Versus"e "Responsorius" proprio in canto piano, al termine del "Notturno" troviamo l'appropriato "Cantus Meditationis" (30).

Tra questi il primo brano è tratto dal ricco repertorio di Costanze Porta (1528/9-1601), si tratta dell'inno proprio per la celebrazione francescana vespertina Plaudat frater (31); il secondo "cantus" è una composizione di Francesco Bianciardi, si tratta del motetto Veniens a Libano, il terzo brano che chiude la ricostruzione del "Mattutino", Salve Sancte Faterai Tomaso Graziani, è l'opera posta al termine della raccolta dei responsori del nostro autore: "Adiuncta Antiphona Salve S.Pater Concertata" (32).

Tali modifiche vogliono alleggerire l'esecuzione stessa e presentare una maggiore "teatralità" nello sviluppo del programma: il "concerto" si propone infatti con una sua "spettacolarità" nel cerimoniale:

il brano d'organo di apertura sottolinea l'accensione delle 9 candele che verranno spente, una per volta, al termine di ogni Responsorio;

l'uscita dei "cantori", prima, e del coro, poi, è momento di "processione" introduttiva che ci cala in una dimensione religiosa e spirituale;

ogni elemento cantato del "Mattutino" trova una sua diversa collocazione spaziale: il gregoriano, il "cantus meditationis", le "lectiones";

le esecuzioni di brani in gregoriano vedono un cantore solo o un gruppo ridotto;

i canti che concludono ogni notturno vengono proposti dall'organico ridotto e, talvolta, in luoghi diversi.

Compositori Francescani​

Come si è ricordato in precedenza, questa “ricostruzione” attinge ampiamente ad un particolare repertorio, si tratta infatti di musiche scritte da compositori francescani, tra i quali si possono annoverare personaggi che sono stati i protagonisti della polifonia italiana tra XVI e XVII secolo.

 

COSTANZO PORTA

Nato a Cremona probabilmente nel 1529, morto a Padova nel 1601. La sua biografia è stata accuratamente studiata e ricostruita: «in giovane età entrò tra i frati minori conventuali che avevano a Cremona il convento fuori Porta San Luca. Secondo il p. Superbi sarebbe stato aggregato al convento di Casalmaggiore, forse per fare il noviziato; da qui passava a Venezia nel gran convento dei Frari (la Ca’ Grande), mandato indubbiamente perché potesse frequentare la celebre scuola musicale veneziana di Adriano Wiliaert», in seguito lo troveremo, quale maestro di cappella, a Osimo, Firenze, Ravenna, Loreto, ed infine a Padova al Santo, dal 1587, quale successore del friulano Giovanni Battista Mosto. Il corpus compositivo, in omaggio al suo ordine conventuale, è prettamente sacro, caratterizzato da grande polifonia e contrappunto, con intensità di imitazione e grande varietà compositiva.

La raccolta degli inni è stampata e dedicata da padre Francesco Rossi (O.F.M. conventuale, allievo di Costanzo Porta) al Cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di Papa Clemente VIII.

Tra i suoi allievi resta dubbia la presenza di Lodovico Grossi da Viadana e di padre Girolamo Diruta, entrambi appartenenti allo stesso ordine conventuale, annoveriamo invece con sicurezza padre Tomaso Graziani da Bagnocavallo, il nostro autore dei “responsori”, in origine proprietario dei manoscritti musicali del Porta conservati nella Biblioteca Bolognese.

 

GIOVANNI BATTISTA FASOLO

Senza dilungarci nella biografia di questo frate francescano organista e compositore (aspetti recentemente studiati ed approfonditi in diversi studi), ci limitiamo a ricordare la sua nascita intorno al 1598, forse ad Asti. Come si cita in alcuni frontespizi di sue composizioni, Giovanni Battista Fasolo si muove quindi tra Roma (1627-29), probabilmente Napoli, Palermo, nuovamente Roma (1647-49) e definitivamente a Palermo (all’incirca tra il 1649 ed il 1652) e a Monreale (1659-1664). La morte risale ad una data collocabile prima del 1680.

«L’opera del Fasolo, vista globalmente, contribuisce a mostrare quanto nel primo seicento fosse grande la gamma di scritture musicali in uso, e quanto i generi musicali sacri o profani, fossero collegati [...]. Fasolo si trovò così ad essere, talvolta, veicolo di nuove esperienze. La sua cultura organistica del Nord produsse, trapiantata a Roma, la raccolta dell’Annuale.»

 

TOMASO GRAZIANI E I RESPONSORI

Tomaso Graziani, frate minore conventuale, nasce nel 1553 a Bagnacavallo (Ravenna), venne consacrato sacerdote nel 1575, la sua formazione musicale avvenne, tra gli altri, con Costanzo Porta, tra il 1567 ed il 1574 maestro di cappella della Cattedrale di Ravenna. Graziani fu maestro di cappella a Venezia, in S.Maria Gloriosa dei Frari e a Milano, nella chiesa dedicata a San Francesco. Nel 1589 si trasferisce a Ravenna, ove prende il posto del suo maestro Costanzo Porta. Un ennesimo incarico come maestro di cappella lo porta a Concordia nella chiesa di S.Stefano (1589-1603), a Reggio Emilia (1605-1613) e quindi a Bagnacavallo, ove rimarrà fino al 1634, anno della morte.

Il nostro compositore pubblicò in tutto una quindicina di raccolte musicali. La serie di Responsori è particolarmente interessante, sono l’ultima opera edita da Graziani e rappresentano il “testamento” compositivo del nostro musicista, stilisticamente sono un contributo alle nuove forme concertate con il basso per l’organo.

Questi responsori, destinati ad essere eseguiti nel Mattutino dopo le letture, hanno una struttura formale che non si discosta da quella consueta dei responsori. I testi dei Responsori sono tratti nella quasi totalità dall’Officio ritmico di Giuliano da Spira.

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